Comitati Manageriali

Sono costituiti all’interno del Gruppo specifici comitati manageriali composti dal top e dal senior management del Gruppo con il compito di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione e gli amministratori esecutivi nella definizione delle linee guida dell’attività di impresa e di dare attuazione agli indirizzi stabiliti dal Consiglio.
In particolare sono stati costituiti, tra gli altri i seguenti principali Comitati manageriali.

Management committee

Management committeeNell’ambito della revisione (a) delle modalità di funzionamento; (b) dei processi e (c) dei riporti apicali dell’organizzazioneche accompagnerà il Gruppo nella “execution” Piano industriale descritta nella Sezione 4.5.2, al fine di garantire una condivisione degli indirizzi e un più efficiente flusso di informazioni, il Management Committee è stato allargato a tutti i responsabili delle Business Unit, Region e Funzioni che rispondono direttamente al Presidente o all’Executive Office.
Il Management Committee, presieduto dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato, ha il compito di coadiuvare quest’ultimo nella elaborazione delle linee strategiche di Gruppo da sottoporre all’esame del Consiglio e di dare esecuzione e attuazione alle decisioni assunte in merito dal Consiglio di Amministrazione, monitorandone l’implementazione.
Il Management Committee si riunisce con cadenza mensile per verificare costantemente l’andamento economico del Gruppo; lo sviluppo dei programmi, piani e iniziative comuni al Gruppo e delle Business Unit o Region che abbiano rilevanza comune.

Il Comitato manageriale rischi

Presieduto dal General Counsel ha il compito di (i) adottare e promuovere un processo sistematico e strutturato di identificazione e misurazione dei rischi; (ii) esaminare le informazioni sui rischi, interni ed esterni, esistenti e prospettici, cui è esposto il Gruppo; (iii) proporre strategie di risposta al rischio in funzione dell’esposizione complessiva e puntuale alle diverse categorie di rischi; (iv) proporre l’applicazione di risk policy al fine di garantire che il rischio sia ridotto a livelli “accettabili”; (v) monitorare l’implementazione delle strategie di risposta al rischio definite e il rispetto delle risk policy adottate.
Nel corso dell’Esercizio 2011, il Comitato si è riunito trimestralmente al fine di identificare, analizzare e definire le strategie di risposta agli eventi di rischio più rilevanti, in particolare ai rischi strettamente legati agli obiettivi di Gruppo e alle scelte strategiche in essi riflessi (rischi strategici) ed ai rischi che possono sempre interessare le attività operative (cd. rischi trasversali).
Con riferimento ai rischi c.d. strategici, il Comitato Manageriale Rischi ha approvato l’Annual Risk Management Plan 2011 in cui sono state definite le strategie di risposta e i piani di mitigazione dei rischi più rilevanti già evidenziati nell’Annual Risk Assessment approvato a Novembre 2010 e relativo al periodo di budget 2011.
Il Comitato Manageriale Rischi ha monitorato in corso d’anno periodicamente l’esposizione complessiva dei risultati economico finanziari di Pirelli alle diverse “famiglie” di rischio verificando che il “valore a rischio” fosse in linea con la propensione e le tolleranze definite. Sempre con riferimento ai rischi strategici, il Comitato ha analizzato gli scenari di rischio più rilevanti relativi al Piano industriale 2012-2014 e ha valutato la “solidità” dei target economico-finanziari sottoponendo gli stessi a “test di robustezza” (o stress test) per verificare le “capacità” economico, finanziarie e patrimoniali del Gruppo al verificarsi di scenari che potrebbero derivare in particolare dal contesto esterno (congiuntura economica, rischi Paese).

Per quanto riguarda invece i rischi c.d. trasversali, l’attività del Comitato Manageriale Rischi si è concentrata in maniera particolare due macro aree: rischi di business interruption e rischi legati ai sistemi informativi.
Con riferimento ai rischi di business interruption nel 2011, il Comitato ha analizzato i risultati dell’assessment relativo a 7 siti produttivi (5 siti erano già stati valutati nel corso del 2010).
Le analisi condotte hanno confermato un adeguato presidio dei rischi di business interruption, grazie a un’articolata a serie di misure di sicurezza e di sistemi di prevenzione. In ogni caso per tutte le fabbriche analizzate, è stata prevista la predisposizione e l’adozione di specifici piani di “continuità operativa” che dovranno riguardare anche la catena di fornitura.
Con riferimento ai rischi legati all’Information Technology, Il Comitato Rischi ha costantemente monitorato l’implementazione delle azioni di rafforzamento dei presidi di sicurezza (fisica, logica e infrastrutturale) definite nel corso del 2010.
Infine, il Comitato ha esteso la valutazione del rischio anche nuove iniziative strategiche, in particolare ai progetti di investimento destinati ad aumento di capacità produttiva.

Lo Steering Committee Sostenibilità

Lo Steering Committee Sostenibilità, presieduto dal Presidente del Consiglio di Amministrazione ha i seguenti compiti: (i) formulare i piani di sostenibilità del Gruppo alla luce degli indirizzi e dei principi internazionali in materia; (ii) monitorare il deployment operativo dei piani; (iii) predisporre il Bilancio di Sostenibilità; (iv) predisporre i piani aziendali in materia di Equal Opportunities.

Nello Steering Committee Sostenibilità sono presenti tutte le funzioni della catena del valore rappresentate dal relativo Direttore: Sostenibilità e Governo dei Rischi, Affari Istituzionali, Corporate Governance, Risorse Umane e Organizzazione, Amministrazione e controllo, Prodotto, Processo, Acquisti, Ricerca & Sviluppo, Relazioni con gli Investitori, Ambiente, Salute e Sicurezza. Le funzioni citate sono portatrici dei diversi interessi degli stakeholder di riferimento; convergendo i differenti interessi in seno allo Steering, questo diviene organo fondamentale per la definizione delle strategia più equilibrata in termini di sviluppo condiviso e approccio multi-stakeholder.

Nel corso del 2011, lo Steering Committee ha aggiornato il piano triennale di sostenibilità allineandolo allo scenario evolutivo internazionale e alle relative nuove aspettative, in un’ottica di piena integrazione con l’aggiornamento del piano di sviluppo del gruppo. Il piano di Sostenibilità 2012-14 integra, accompagna e supporta il raggiungimento degli obiettivi strategici del Piano Industriale.

Tutti gli obiettivi del piano di sostenibilità ambientale, sociale ed economica già avviato nel 2011 e comunicato al mercato nel novembre dello stesso anno, sono stati resi ulteriormente sfidanti in sede di aggiornamento piano 2012-2014 con Visione al 2015.

Obiettivi principali del piano sono l’innovazione di processo e di prodotto orientate tanto alla sicurezza delle persone quanto alla salvaguardia dell’ambiente, l’estensione del Modello di gestione aziendale sostenibile Pirelli alle nuove realtà industriali che entreranno a far parte del Gruppo, l’impegno a trasformare l’educazione alla sicurezza stradale del cliente finale in una vera e propria “cultura della sicurezza”, la valorizzazione delle proprie persone oltre ad un forte investimento in formazione.
Il Modello aziendale di gestione e sviluppo sostenibile sarà al centro dell’integrazione delle nuove realtà produttive in Messico, Russia e Indonesia. Nell’ambito dei rapporti con le comunità locali e internazionali, si rafforzerà la cooperazione con le autorità governative e non governative per condividere iniziative finalizzate allo sviluppo della cultura della sostenibilità, in particolare riferita alla sicurezza stradale.
Il Comitato ha, infine, analizzato i risultati delle valutazioni 2011 da parte degli analisti dei principali indici di investimento socialmente responsabile. In particolare, il rating Pirelli elaborato dagli analisti di EIRIS per gli indici FTSE4 Good è stato pari a 88/100, mentre SAM Group, che svolge le analisi per gli indici di sostenibilità del Dow Jones, per il quinto anno consecutivo ha riconosciuto a Pirellila Leadership mondiale di sostenibilità nel settore ‘Auto Parts and Tyre’ di Dow Jones Sustainability Stoxx e Dow Jones Sustainability World, con un rating pari a 91/100 verso una media di settore pari a 53.
Nel Bilancio di Sostenibilità (Volume C del fascicolo “Relazione finanziaria al 31/12/2011”) è fornita completa trattazione della performance sostenibile di Pirelli nel 2011.

I Comitati prodotto

Leadership Mondiale SostenibilitàAl fine di assicurare il comune indirizzo strategico e il presidio del processo di sviluppo prodotto, con il coinvolgimento delle diverse aree aziendali interessate nei primi mesi dell’esercizio 2012 sono stati istituiti tre comitati prodotto (Comitato Prodotto Vettura; Comitato Prodotto Truck, Agro e Veicoli; Comitato Prodotto Moto) tutti presieduti dal Presidente e Amministratore Delegato.
Dei Comitati fanno parte, in via permanente, i rispettivi direttori delle business units (Vettura, Truck, Agro e Veicoli Speciali; Moto); il direttore Controllo di Gestione; il direttore Investor Relations; il direttore Ricerca e Sviluppo; il direttore Qualità; il direttore Operations; il Responsabile del MIRS e dai Responsabili delle singole aree Marketing.

Obiettivo comune ai Comitati prodotto è:

  • valutare il posizionamento competitivo dell’attuale portafoglio prodotti di Pirelli;
  • approfondire le evoluzioni di ogni segmento di mercato, sulla base dell’innovazione tecnologica attesa e del variare delle attitudini e dei bisogni dei consumatori
  • definire la roadmap di prodotto dei prossimi anni ( 3-5 ) su cui impegnare Ricerca e Sviluppo, Produzione, Logistica e linee commerciali
  • definire il posizionamento strategico di ogni nuova linea di prodotto, sulla base delle specifiche tecnologiche e delle performance attese, del prezzo di ingresso sul mercato, delle azioni di marketing e commerciali che ne accompagneranno il lancio e tutto il ciclo di vita fino alla decisione di concluderne la produzione.

Performance Reviews di Business Unit e di Region

Mensilmente vengono effettuate riunioni di “performance review” per singola Business Unit e singola Region. Tali riunioni, attraverso un’analisi di contesto economico e competitivo, consentono di:

  • valutare i risultati economico finanziari del mese precedente ed allineare l’informativa sui risultati attesi per il mese in corso
  • condividere le previsioni per i successivi trimestri, fino alla conclusione dell’anno sociale.
  • Valutare proposte di azioni chiave per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di piano.

Sono presiedute dell’Executive office e vi partecipano, oltre ad i Responsabili delle Funzioni Centrali, il responsabile della Business Unit o della Region oggetto di Performance Review, il “controller” della business unite i responsabili di area all’interno della Business Unit o della Region invitati secondo i temi in agenda.

Comitato Organization and People Review

Nel corso del 2011, è stato costituito il Comitato manageriale Organization and People Review, che si riunisce mensilmente, al fine di verificare la coerenza del disegno organizzativo del Gruppo con gli obiettivi di crescita e le sfide di business, ed al fine di monitorare la qualità delle risorse manageriali e le loro performance e di definire percorsi di sviluppo a supporto delle iniziative di business.
Il Comitato è presieduto dal Presidente e Amministratore Delegato e composto da: Chief Operating Officer; General Counsel, Senior Advisor Human Resources; Direttore Risorse Umane e Organizzazione e e si avvale della collaborazione del Senior Advisor Strategies.